Quali sono le piante che non hanno bisogno d’acqua nemmeno in estate? Vi presentiamo le 5 migliori piante da giardino resistenti alla siccità

In estate le piante da giardino richiedono più acqua rispetto al resto dell’anno, alcune però non hanno questa esigenza e resistono alla siccità senza particolari problemi.
State cercando delle piante da giardino che richiedono poca acqua? Prendete in considerazione queste 5, cespugli e alberi che richiedono poca acqua anche durante l’estate.

5 piante da giardino che richiedono poca acqua

Il mirto crespo si coltiva senza irrigazioni

Il mirto crespo (Lagerstroemia indica) è un albero a chioma tonda che raggiunge gli 8 metri d’altezza. Sistemata nei giardini questa pianta aggiunge un tocco di colore agli spazi verdi per tutta l’estate, quando all’apice dei suoi rami appaiono vistose infiorescenze a pannocchia composte da un gran numero di fiorellini bianchi o porpora.
Il mirto crespo è una pianta che, posta in piena terra, resiste alla siccità e alle alte temperature senza problemi e necessita di irrigazioni solamente durante estati particolarmente calde.

L’alloro, la pianta da siepe che non ha bisogno d’acqua

L’alloro (Laurus nobilis) è un albero, o un cespuglio, sempreverde molto comune in Italia, e in generale, in tutto il bacino del Mediterraneo. In questo ambiente l’alloro ha trovato la sua dimensione ideale, tanto da resistere alla siccità senza alcun problema.
Nei giardini l’alloro è apprezzato per il suo fogliame persistente di colore verde scuro, caratteristica che lo rende una pianta da siepe perfetta. E non dimenticate che le sue foglie sono usate nella cucina tradizionale italiana come ingrediente essenziale per molte preparazioni a base di carne e pesce.

Il glicine non soffre la siccità grazie alle sue radici

Il glicine (Wisteria sinensis) è una pianta rampicante che in primavera e in estate colora moltissimi pergolati lungo la Penisola.
I suoi fiori sono riuniti in spettacolari grappoli profumati, cascate azzurro-lilla che appaiono dai primi giorni di primavera e continuano a colorare il giardino per un paio di mesi, per poi riprendere a fiorire, per un breve periodo, al termine dell’estate.
La coltivazione del glicine è semplice perché, una volta posizionato in pieno sole e sistemato su sostegni robusti, il vegetale non ha bisogno di cure particolari, irrigazione compresa. Questa pianta, infatti, resiste alla siccità grazie al suo notevole apparato radicale, capace di recuperare acqua e nutrienti anche dagli strati più profondi del terreno.

L’albero delle farfalle cresce meglio se non viene irrigato

L’albero delle farfalle (Buddleja alternifolia) è un arbusto con vegetazione fitta, molto apprezzato in giardino per i suoi fiori colorati capaci di attrarre le farfalle.
Questo spettacolo avviene tra primavera e estate, quando all’apice dei rami ricurvi della Buddleja si sviluppano infiorescenze di color lilla dal profumo particolare, simile a quello del miele e dell’incenso.
Esistono molte varietà di albero delle farfalle, ciascuno caratterizzato da un portamento più o meno compatto e da fiori colorati con tonalità differenti (rosa o bianchi), ma ciò che accomuna tutte queste piante è la capacità di sopravvivere in situazioni ostili.
Questa pianta infatti si adatta ad ogni tipo di terreno e non soffre la mancanza d’acqua. Difatti cresce al meglio solo se può affondare le sue radici in terreni rocciosi in cui l’acqua percola velocemente verso gli strati più profondi del suolo.

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All’acacia di Costantinopoli bastano le piogge dell’anno

L’acacia di Costantinopoli (Albizia julibrissin) è un bellissimo albero a foglia caduca che può superare i 10 metri d’altezza. Utilizzata nei giardini italiani dal ‘700, questa specie presenta una vegetazione composta da foglie che, a primo acchito, sono molto simili a quelle della mimosa (Acacia dealbata). Ciò che più viene apprezzato di questa pianta sono le sue infiorescenze, composte da gruppi di fiorellini con lunghi stami rosa, morbidi e profumati.
Se le qualità estetiche dell’acacia di Costantinopoli sono indiscutibili, la sua resistenza alla siccità è proverbiale visto che, una volta affrancata, vive usando come fonte idrica le sole piogge dell’anno. In caso di stagioni estremamente secche potrebbe essere utile annaffiarla, ma una pianta rustica come questa richiede così poca acqua che basta irrigarla una volta ogni 3 settimane.

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