Agricoltura sostenibile, ecco qualche consiglio per mettere a punto la coltivazione idroponica.

L’idroponica è la vera regina delle coltivazioni fuori suolo. Le piante allevate con questa tecnica non sfruttano le riserve nutritive del terreno, bensì quelle contenute in una soluzione acquosa, sapientemente dosata e somministrata ad intervalli regolari, in base alle necessità specifiche. Esistono sistemi chiusi che riciclano l’acqua, la filtrano e ne aggiustano il contenuto di fertilizzante, consentendo un notevole risparmio idrico.
Le colture vengono collocate su speciali supporti o su substrati inerti (lana di roccia, perlite, pomice) che consentono alle radici di venire a contatto con l’acqua. Negli impianti professionali i nutrienti che compongono la soluzione, come le condizioni ambientali (ore di luce, umidità e temperatura), sono oculatamente pesati in base alle esigenze delle piante. Questo consente di ottenere, nel caso di colture orticole o piccoli frutti, raccolti di ottima qualità organolettica e nutrizionale. Le piante sono più sane, i prodotti più puliti e i cicli colturali più brevi. Sono possibili anche applicazioni di piccola scala, per impianti domestici, come pure utilizzi in casi davvero particolari. La NASA ad esempio sta mettendo a punto dei sistemi di coltivazione idroponica per gli astronauti in missione, veri e propri orti per contadini spaziali!

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